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15 ottobre: un milione di indignati in corteo! Gaspita!

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1 Gennaio 1970 00:00

gli esseri umani prima dei profitti, non siamo merce nelle mani di politici e banchieri,

chi pretende di governarci non ci rappresenta, l’alternativa c’è ed è nelle nostre mani, democrazia reale ora!

Ci sono altre strade, e quelle vogliamo percorrere, riprendendoci pienamente il nostro potere di cittadinanza che è fondamento di qualunque democrazia reale.

Testimonianza pacifica di alcuni gasisti presenti a ROMA nel oceanico corteo…

è stato un momento di rapporto sociale positivo.

 

 

Articolo da Maurizio: La violenza sconfigge la speranza?

Pubblicazione (prevista) sul settimanale la “Chienti-Potenza”.  e forse Appenino Camerte, Fatto quotidiao

Sabato 15 Ottobre resterà nella memoria degli italiani come una delle giornate più buie del nuovo millennio. Come tutti sapete, e avete visto in ogni trasmissione televisiva, Roma è stata trasformata in un campo di battaglia da centinaia di balordi che hanno scatenato una guerriglia contro le forze dell’ordine come da molto tempo non si vedeva. Vedere poliziotti e carabinieri che con un misero stipendio e sottoposti ad ogni genere di tagli ai finanziamenti devono lottare contro dei veri e propri teppisti, mi rattrista moltissimo. Il bilancio alla fine è pesantissimo e parla di danni ingentissimi ancora da quantificare e di oltre settanta feriti, tre dei quali in maniera grave, circa venti fermati e dodici arresti.
Però c’è qualcosa che non mi torna e mi lascia molti interrogativi che proverò ad esporre.

Sabato 15 a Roma c’ero anch’io, sì proprio per partecipare alla manifestazione.

Sono andato, come molte altre volte, con la voglia di partecipare, di mettermi insieme a centinaia di migliaia di persone per protestare contro questo governo di inquisiti e condannati, che pensa solo a salvare il capo assoluto continuando a legiferare per i suoi interessi, che non riesce a trovare una via per migliorare le condizioni di vita degli italiani, di tutti gli italiani. Sì sono di parte, ma le mie domande e considerazioni sulla manifestazione sono scaturite da quanto ho visto di persona e non da quanto penso del governo.

Sono arrivato a Roma alle 10.30 e insieme a mia moglie e ad alcuni amici abbiamo fatto un giro turistico per la città eterna. La prima cosa che mi è saltata agli occhi è stato il grande dispiegamento di forze intorno al Parlamento e alla Banca d’Italia (così come al Senato e a palazzo Grazioli) tanto che in piazza Montecitorio non si poteva nemmeno entrare. Come mai, mi sono chiesto, tutti questi agenti quando la manifestazione si svolgerà dalla parte opposta? Poi ho capito che c’era il timore di incidenti, che già da giorni venivano paventati anche sui giornali, e quindi si dovevano proteggere le sedi del potere. Ma allora, ho pensato, se qui ci sono tutti questi agenti chissà quanti ce ne saranno alla manifestazione!? Sapete qual è la risposta a questa domanda: nessuno! Esatto non c’era nemmeno un agente.

A tutte le altre manifestazioni a cui ho partecipato c’era sempre un grosso dispiegamento di forze in testa al corteo. Perché sabato non c’erano soprattutto dopo tutti i segnali di probabili atti violenti?

Dopo la partenza del corteo, che si muoveva molto lentamente anche per l’enorme quantità di gente, di famiglie con bambini e di anziani, ci siamo immessi in via Cavour e ad un certo punto ho notato una colonna di fumo nero che già faceva presagire a eventi negativi. Poco dopo ho visto le prime vetrine rotte, le auto danneggiate e incendiate, ma di agenti nemmeno l’ombra. Perché? Ad un certo punto insieme agli altri amici abbiamo preso una strada parallela che ci ha condotto vicino al Colosseo e lì abbiamo visto i primi scontri da una posizione più alta del corteo. A quel punto il corteo dei manifestanti aveva isolato i teppisti lasciando diversi metri tra di loro. Le forze dell’ordine che presidiavano la zona erano numerose e bloccavano l’accesso alle vie non autorizzate. Perché non hanno contrastato i violenti una volta entrati in via Labicana visto che il corteo si era spaccato? Perché non hanno deviato i manifestanti verso il Circo Massimo, come poi hanno fatto intorno alle 18.00 quando ormai la battaglia era iniziata da tempo?

Vista la situazione ci siamo diretti verso piazza S. Giovanni per vie traverse, ma ormai gli scontri erano iniziati ed era impossibile proseguire. Nonostante tutto abbiamo provato a raggiungere la piazza e dopo diverso tempo ci siamo riusciti passando vicino a cassonetti e auto che ancora bruciavano, ma anche li di Polizia ce n’era poca. Il grosso degli agenti è arrivato intorno alle 17.45. Perché così tardi visto che già dalle 16.00 circa le devastazioni in piazza erano in corso?

Arrivati in piazza S. Giovanni ci siamo trovati vicino ad una vera battaglia con scoppio di bombe carta, fumo dappertutto, sirene che suonavano all’impazzata. A quel punto ce ne siamo andati perché il rischio di trovarci coinvolti negli scontri era troppo alto e l’incendio del blindato, che tutti abbiamo visto, ne è la prova (noi eravamo proprio lì davanti).

A mente fredda abbiamo fatto qualche considerazione da quanto avevamo visto e ci siamo chiesti se questo strano dispiegamento di forze fosse solo frutto di inesperienza o incompetenza. Oppure se fosse una scelta pianificata per qualche motivo oscuro. Provo a spiegarmi meglio.

Visti i segnali, forse era sufficiente fare una maggiore prevenzione con controlli più approfonditi sia sui manifestanti, sia lungo il percorso visto che molte “armi” erano state nascoste per strada (così hanno riportato i notiziari), ma l’assenza degli agenti non lo ha permesso. Poi non capisco perché gli agenti non erano presenti nel corteo e perché non hanno provato a bloccare subito i delinquenti. Questo atteggiamento ha fatto aumentare i potenziali violenti che erano all’interno del corteo che si sono sentiti liberi di devastare ciò che trovavano lungo il percorso solo per il gusto di farlo. Infatti i veri capofila erano un centinaio, ma a loro si sono aggiunti una gran quantità di ragazzini, si proprio ragazzini di 16-17 anni che ho visto personalmente, che erano lì solo per fare casino senza sapere il motivo di quella manifestazione.

Tanti, troppi interrogativi che mi hanno portato a due spiegazioni: l’assoluta incompetenza e incapacità ad organizzare le forze di Polizia o la scelta politica di far scoppiare il caos.

La seconda ipotesi è inquietante, ma non dimentichiamo che proprio il presidente Cossiga poco tempo prima di morire disse che, quando era ministro dell’interno, durante le manifestazioni mandava degli infiltrati che avevano il compito di scatenare i disordini così la Polizia poteva intervenire e manganellare i manifestanti. In questo modo le ragioni della manifestazione scomparivano e tutti vedevano solo i disordini. Quello che è successo anche sabato e sicuramente chi ci ha rimesso siamo stati noi cittadini che abbiamo partecipato con le nostre famiglie, con i nostri figli per protestare pacificamente.

In tutta questa triste storia una grande responsabilità è di chi ha gestito le forze dell’ordine (gli ordini erano di lasciarli fare, come riportato dagli organi d’informazione, fino a quando non si sarebbero calmati) e il vertice assoluto è il ministro dell’interno. Un governo che, tramite il suo ministro, non sa garantire l’ordine e la sicurezza di una manifestazione autorizzata e pacifica nella propria capitale, che non sa prevedere e prevenire quello che tutti avevano temuto, che permette a centinaia di professionisti dello sfascio di arrivare tranquillamente lungo il percorso annunciato della sfilata addirittura con “uniformi nere e maschere antigas” dovrebbe dimettersi. Ma non succederà mai.

Ora ci saranno nuove leggi, in parte anche giuste, che limiteranno la possibilità di scendere in piazza così noi poveri “indignati”, per usare una parola meno volgare, saremo costretti a tornare nell’ombra e attendere gli eventi. Ma la speranza di un futuro migliore per noi, ma soprattutto per i nostri figli rimane e si rafforza perché, escludendo i delinquenti, a Roma c’erano centinaia di migliaia di persone pacifiche che vogliono cambiare l’Italia, che vogliono recuperare la fiducia nel futuro, che vogliono una scuola in grado di istruire, che vogliono una sanità che garantisca cure a tutti indistintamente, che vogliono vedere i giovani finalmente realizzati nel lavoro e in grado di formarsi una famiglia, che vogliono una classe politica onesta e pronta a trasformare l’Italia in una nazione moderna e che vogliono dire basta allo strapotere della finanza.

Il vento forse sta cambiando, come le ultime elezioni e referendum hanno dimostrato e come dimostra la partecipazione della gente pacifica alla manifestazione di Roma, mi auguro solo che non sia troppo tardi.

 

 

Maurizio Mancini

 

 

 

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